Comprendere il contesto per individuare soluzioni efficaci.
L’Italia è oggi uno dei Paesi europei con il più alto tasso di giovani esclusi dal mercato del lavoro e allo stesso tempo uno dei Paesi dove più giovani possiedono una formazione avanzata. È una contraddizione che racconta bene la difficoltà del contesto.
Ci sono oltre 2 milioni di NEET, un dato che non rappresenta solo un indicatore economico, ma una ferita sociale. Contratti precari, retribuzioni iniziali troppo basse, tempi lunghissimi per ottenere stabilità, mancanza di orientamento e un sistema spesso incapace di valorizzare competenze e merito sono tra le cause più diffuse.
Molti ragazzi e ragazze entrano tardi nel mercato, spesso dopo i 27–30 anni, e iniziano da posizioni poco qualificate nonostante percorsi accademici importanti. Le possibili conseguenze sono molteplici: ritardo nell’autonomia, rinuncia alle proprie ambizioni, migrazione verso altri Paesi, difficoltà a costruire un futuro stabile.
Programmi come Talenti in Corso cercano di intervenire proprio in questo punto critico: aiutano a identificare le reali opportunità, a costruire un profilo competitivo e a definire obiettivi raggiungibili. È un modo per restituire fiducia e per aiutare i giovani a trasformare la loro formazione in capitale professionale.
